Energia dalle alghe per il porto di Venezia

23 marzo 2009 – Le alghe, dello stesso tipo di quelle che crescono in laguna, serviranno ad alimentare una centrale elettrica nel porto di Venezia. Il progetto per realizzare il primo impianto in Italia alimentato da alghe è promosso
dall’Autorità portuale di Venezia insieme alla società specializzata in energie rinnovabili Enalg.

Per un investimento di 190-200 milioni di euro sarà realizzata una centrale di 40 MW in grado di produrre energia equivalente a metà di quella necessaria agli abitanti del centro storico di Venezia e a un terzo di quella prodotta dalla centrale Enel di Porto Marghera. La centrale, pronta secondo i programmi in due anni, servirà a garantire l’autosufficienza energetica del porto. In seguito, la produzione di elettricità pulita sarà incrementata con l'installazione di un parco fotovoltaico da 32 MW. L'obiettivo è arrivare a fornire energia elettrica alle navi ormeggiate al porto direttamente dalla banchina.

Per dar vita al progetto sarà costituita una newco “eNave”, partecipata al 51 per cento da Autorità Portuale e per il 49 per cento da Enalg, società di Giancarlo Giglio e dell’ex ministro Willer Bordon, che ha la concessione in esclusiva per l’Italia a sfruttare i brevetti di Solena Group, la società che ha sviluppato la tecnologia dell’impianto ad alghe.

Quest’ultima si basa su un processo di gassificazione che adotta come fonte di calore una torcia al plasma, originariamente sviluppata per la Nasa per testare i materiali progettati per resistere alle altissime temperature cui sono sottoposte le navicelle spaziali al rientro nell'atmosfera a causa dell'attrito.

Le torce al plasma, utilizzate anche nella combustione dei rifiuti, portano la biomassa fino a 5mila gradi Celsius. A queste temperature la biomassa si trasforma in gas di sintesi, o syngas, contenente principalmente monossido di carbonio e idrogeno. Il syngas viene poi immesso in una turbina a gas per produrre energia elettrica.

Nonostante le alte temperature che raggiunge, si tratta, secondo Solena, di un processo molto efficiente che consuma solo un quarto dell’energia che produce. Come biomassa saranno utilizzate alghe, dello stesso tipo di quelle che si trovano in
laguna, coltivate in bioreattori disposti su un’area tra gli 8 e i 12 ettari ancora da individuare tra quelle dismesse a
Marghera.

Come alimento riceveranno il gas di scarico del processo di gassificazione e produzione di elettricità, ricco di carbonio, di cui sono ghiotte le alghe. Attraverso questo processo, sostiene Solena, si riesce a produrre un quantitativo di biomassa 400 volte superiore a quello ottenuto da altre colture energetiche sulla medesima superficie.

(Fonte: il gazzettino.it)

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